Un marchio per il Made in Valtellina di qualità

Emanuele Bertolini, Presidente Camera di Commercio di Sondrio

Vivere, operare e fare gli imprenditori in Valtellina, valle alpina incastonata tra le Alpi Retiche e le Prealpi Orobie, è diverso rispetto ad altri luoghi: il contesto naturalistico e ambientale di pregio, la comunità locale di riferimento, la vocazione turistica accrescono sensibilità e attenzione. Un patrimonio di inestimabile valore che è di tutti e che tutti sentono il dovere di preservare perché ne possano godere i valligiani e i turisti, di oggi e di domani. La Valtellina comunica le sue bellezze, i suoi valori e il cuore antico che batte tra le sue montagne con un apposito marchio, rinato nel 2005, in occasione dei Mondiali di Sci Alpino di Bormio, con una nuova veste grafica e un nuovo regolamento, per iniziativa della Camera di Commercio di Sondrio, partendo dal logo risalente ai primi anni Ottanta. È un nuovo inizio per il marchio Valtellina che ha una chiara finalità: diventare brand territoriale, cioè segno distintivo di una valle alpina che si caratterizza per la presenza di numerose eccellenze, sia in ambito produttivo che ambientale, nell’agroalimentare, nel manifatturiero, nell’artigianato, nel credito e nel turismo.

Destinatari del marchio Valtellina possono essere le imprese e i singoli prodotti e servizi, ma di eccellenza, perché il marchio è per molti ma non per tutti; è uno strumento volontario che richiede impegno nel presente e nel futuro. Per ottenerlo le imprese devono presentare apposita richiesta, dimostrare di essere in possesso di precisi requisiti e sottoporsi a un sistema di controlli. Il primo passaggio è rappresentato dal conseguimento della “certificazione di responsabilità sociale locale”, primo caso in Italia di un disciplinare che integra la responsabilità sociale con la dimensione locale, valutando il rispetto delle tradizioni, dell’identità e della vocazione del territorio. Dall’attivazione del disciplinare, in pochi mesi, sono già ventidue le aziende che hanno completato questo passaggio e ottenuto il marchio “Valtellina Impresa”: da San Pellegrino, che imbottiglia l’acqua minerale Levissima che sgorga dalla fonte di Cepina, in Alta Valtellina, a un gruppo bancario quotato in Borsa qual è il Credito Valtellinese, oltre a piccole e medie attività artigianali e agroalimentari e a Secam, la multiutility della provincia di Sondrio.

Altrettanto rigidi sono i criteri per ottenere il marchio Valtellina sui prodotti, riservato a quelli a denominazione comunitaria, a certificazione biologica e a marchio collettivo geografico. Ai formaggi Dop Valtellina Casera e Bitto, ai vini Docg Sforzato e Valtellina Superiore, alla Bresaola della Valtellina Igp e alla Mela della Valtellina Igp, nel 2012 si sono uniti i prodotti che, una volta completato l’iter, si sono potuti fregiare del marchio collettivo geografico: il latte fresco Valtellina, il formaggio Scimudin, i Pizzoccheri, l’artigianato artistico della pietra ollare, e altri si aggiungeranno entro breve. “Il nostro è un territorio unico e con il marchio Valtellina abbiamo voluto sancire queste peculiarità per difenderne le qualità intrinseche – spiega il presidente della Camera di Commercio di Sondrio Emanuele Bertolini –. Si propone quale segno distintivo della nostra qualità territoriale, che comprende le imprese con i loro prodotti e i loro servizi, che viene certificata e garantita da un ente pubblico qual è la Camera di Commercio”. Un percorso per tappe a garanzia dei richiedenti come dei consumatori, ma soprattutto del marchio Valtellina stesso che, in tale modo, mantiene intatta la sua credibilità. “I criteri di concessione sono rigidi – sottolinea Bertolini –: c’è un iter che parte con la richiesta da parte delle aziende e c’è un tariffario, sia per la concessione che per il suo mantenimento negli anni successivi. È inoltre previsto un piano dei controlli, perché la responsabilità sociale locale delle imprese vive e si rinnova attraverso prassi migliorative, e la qualità dei prodotti deve essere garantita nel tempo”.